
Dati economici tratti dall'Economist del 7.7.2007
Notare come i fondamentali di alcuni Paesi non corrispondono all'andamento attuale della moneta a causa del differenziale dei tassi d'interesse sfruttato dal carry trade. Il surplus della bilancia delle partite correnti cinese, in termini nominali, é la più elevata del mondo con 249,9 miliardi di dollari a fine 2006 (8,1% del PIL) ed anche la produzione industriale è
impressionante con un + 18,1% su base annua. Molto forti anche i surplus delle bilancie commerciali delle potenze energetiche come Arabia Saudita con 148,5 miliardi e Russia con 129,8.
La zona Euro ha un leggero surplus commerciale di 8,6 miliardi ma impressionano le enormi divergenze tra i diversi Paesi come ad esempio il
+ 227,3 miliardi della Germania ed il - 118,5 della Spagna. Questo conferma le diverse esigenze dei Paesi e che a lungo termine porteranno tensioni sia politiche che economiche. Come ho scritto diversi hanni fa, è in atto uno spostamento enorme di pesi economici che porterà ad una grande volatilità dei mercati finaziari anche se per ora tutto sembra molto tranquillo.


3.7.2007 Confronto indici azionari mercati emergenti
Quando si parla del mercato azionario cinese, ci si riferisce normalmente all'indice Shanghai A, che
rappresenta i titoli riservati agli investitori domestici dove è arrivato a guadagnare fino ad oltre il 1400% dal
5.1.1992. Tuttavia, l'indice B sempre a Shanghai per i titoli acquistabili dagli stranieri, non sembra
trovarsi in una bolla come l'indice A e si trova perfino sotto il livello degli indici di Shenzhen A e B.
Rimanendo nell'area cinese, nel grafico possiamo notare dal 1982 l'indice di Hong kong che ha superato i
precedenti crolli mentre l'indice di Taiwan è ancora sotto il livello della grande bolla di fine anni 80.
Infine l'indice russo dal 1995 e quello indiano dal 1990, entrambi molto alti. Questo solo per dimostrare che
economie forti rispecchiano mercati azionari forti ma con tempi ed accellerazioni molto differenti mentre per le
bolle, é sempre difficile stimarne l'evoluzione e l'esatta fine dal momento che l'emotività nella speculazione, può
portare i rapporti prezzi/utili (P/E price earning ratio) ben oltre la media storica.
25.6.2007 Mercati azionari di nuovo in preallarme?
I mercati azionari occidentali non saranno cresciuti come quello cinese, dove peraltro l'economia è cresciuta
a forte ritmo, ma è pur vero che pian piano sono tornati di nuovo a livelli piuttosto altucci, almeno da un
punto di vista tecnico.
Se osserviamo il grafico del Dow Jones a lungo termine, anche se non è molto amato dagli operatori essendo un'indice
di soli 30 titoli, notiamo subito che i recenti records, hanno di nuovo raggiunto la linea rossa del canale rialzista oltre
la quale, possiamo ritenere una zona a rischio e non si può escludere una formazione di una bolla.
La linea marrone invece, rappresenta lo stesso indice al netto dell'inflazione dal 1925 ed anche in questo caso, siamo già
a ridosso dei massimi del 2000.
DOW JONES INDUSTRIAL AVERAGE
Un'indice meno conosciuto rispetto al Dow Jones, é il Mid Cap 400 che rappresenta i titoli americani a media capitalizzazione,
dove la performance è stata decisamente migliore ed anche i prezzi sono abbastanza alti sia dal punto di vista tecnico che
fondamentale. L'ho voluto inserire perché recentemente qualche analista l'ha consigliato in Europa e questo mi ricorda un
po' la bolla dei titoli tecnologici.
S&P 400 MIDCAP INDEX
Gli indici europei sono rimasti sostenuti, nonostante la salita dei tassi d'interesse, poiché si sono focalizzati soprattutto
sui dati economici. Gli investitori che normalmente amavano la tranquillità delle obbligazioni, sembra che vogliano spostarsi
a favore delle azioni e questo può essere un'altro segnale che i mercati sono alla frutta o quasi, mentre i titoli a reddito fisso
a breve termine, a due o tre anni, sono a basso rischio e quindi da preferire.
Ovviamente questi sono solo punti di vista e non da considerare come consigli da seguire.
SWISS MARKET INDEX
