Wednesday, February 24, 1999

Attuato definitivamente il Decreto "Romanis Pontificibus"

Mostar - Il Vicario generale, Fr. Stefano Ottenbreit e il Vescovo diocesano, Mons. Ratko Peric, si sono incontrati a Mostar dal 17 al 20 febbraio per attuare definitivamente il contenuto del Decreto della Santa Sede "Romanis Pontificibus". Ha presenziato a nome della Santa Sede Mons. Mario Cassari, Incaricato d'Affari ad interim della Nunziatura Apostolica in Bosnia ed Erzegovina. Il Definitorio generale dell'Ordine e la Provincia francescana di Erzegovina, in comunione ecclesiale con il Vescovo locale, hanno ribadito il desiderio di un perfetto accordo ed unità di intenti. Sono state consegnate al Vescovo le 7 parrocchie indicate dal Decreto.

A partire dal 22 febbraio, i parroci francescani sono stati esonerati dal loro impegno pastorale e designati ad altri compiti in Provincia. Fr. Stefano e i Definitori generali, Fr. Kapistran Martzall e Fr. Peter Schorr, hanno concelebrato con il Vescovo l'Eucarestia domenicale nella Cattedrale di Mostar, gremita di fedeli, e con la presenza dei mezzi di comunicazione del Paese e della Croazia.

Il passaggio delle 7 parrocchie al Clero diocesano non si è potuta fare la domenica 21, come previsto, perché si sono verificati, da parte dei parrocchiani, fatti di resistenza fisica organizzata, gravi minacce scritte e orali, occupazioni di chiese e case parrocchiali, sottrazioni di registri e timbri parrocchiali.

Mons. Ratko Peric ha pubblicamente espresso la sua profonda riconoscenza, unitamente a quella dei presbiteri e dei fedeli all'Ordine e alla Provincia di Erzegovina per l'incessante opera da loro svolta a favore della chiesa locale ed ha riaffermato la necessità della loro presenza e collaborazione pastorale anche per il futuro.

Dopo l'attuazione del suddetto Decreto pontificio, la Provincia dei frati minori dell'Assunzione della BVM di Mostar ha la responsabilità pastorale di 30 parrocchie, mentre la Diocesi di 52.

COMUNICATO

A seguito della Lettera congiunta del Ministro Generale dei Frati Minori, Fr. Giacomo Bini, e del Vescovo della Diocesi di Mostar-Duvno, Mons. Ratko Peric, del 16 novembre 1998, e a seguito del Comunicato rilasciato dall'Arcivescovo Mons. Marcello Zago, Segretario della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, del medesimo Ministro Generale e del Vescovo locale, del 14 dicembre 1998,

il Rappresentante del Ministro Generale Fr. Stephan Ottenbreit, Vicario Generale dell'Ordine e il Vescovo Diocesano, Mons. Ratko Peric

si sono riuniti a Mostar dal 17 al 20 febbraio 1999 per attuare definitivamente il contenuto del Decreto della Santa Sede "Romanis Pontificibus". Ha presenziato a nome della Santa Sede Mons. Mario R. Cassari, Incaricato d'Affari ad interim della Nunziatura Apostolica in Bosnia ed Erzegovina.
I due Coesecutori hanno constatato e deciso quanto segue :

1.Il Govemo Generale dell'Ordine, con la Provincia Francescana di Erzegovina, in comunione ecclesiale con il Vescovo locale, ribadisce di voler eseguire, in perfetto accordo e unità di intenti, quanto decretato dalla Santa Sede e deciso dal Capitolo Generale dell'Ordine Francescano.

2. È doloroso notare che la data precedentemente fissata del 21 febbraio 1999 per il passaggio delle parrocchie menzionate nel Decreto dai Francescani al Clero Diocesano non si è potuta prendere in considerazione, nonostante la buona volontà dei Coesecutori, per i seguenti motivi: si sono verificati fatti di resistenza fisica organizzata, gravi minacce scritte e orali, occupazioni di chiese e case parrocchiali, estorsioni di registri e timbri parrocchiali...

3. A partire dal 22 febbraio corrente, gli attuali parroci e responsabili pastorali delle parrocchie citate nel Decreto sono esonerati dal suddetto impegno pastorale. Essi sono:
Fr. Petar Vlasic di Blagaj/Buna,
Fr. Leonard Hrkac di Crnac,
Fr. Marko Dragicevic e Fr. Miro Sego di Grude,
Fr. Alojzije Bosnjak di Jablanica,
Fr. Tihomir Kutle di Mostarski Gradac,
Fr. Oton Bilic di Nevesinje,
Fr. Drago Skrobo di Ploce-Tepcici.

Questi frati, che sono stati destinati dal loro Ministro Provinciale col suo Definitorio nelle case della Provincia, avranno mansioni pastorali all'interno della Diocesi a seconda delle soluzioni che il Governo Provinciale vorrà prendere in accordo con il Vescovo diocesano.

4. In attesa che la situazione si normalizzi quanto prima, cioè che i Sacerdoti diocesani possano prendere l'amministrazione canonica delle succitate parrocchie, il Vescovo della Diocesi s'impegna, come è suo dovere, di garantire la cura pastorale dei fedeli. Essi sono pregati di rivolgersi:
.i Parrocchiani di Blagaj/Buna e di Nevesinje agli Uffici parrocchiali di San Giovanni Apostolo o della Cattedrale di Mostar;
.i Parrocchiani di Crnac e di Mostarski Gradac agli Uffici parrocchiali di Polog o di Jare;
.i Parrocchiani di Grude agli Uffici parrocchiali di Ledinac o di Raskrizije;
.i Parrocchiani di Jablanica agli Uffici parrocchiali di San Matteo Apostolo o della Cattedrale di Mostar.
Anche il Vescovo e i Sacerdoti della Curia diocesana offrono la loro disponibilità a ciascun fedele che ne avesse bisogno in campo pastorale.

5. Per quanto concerne l'attuale situazione a Capljina, i Coesecutori del Decreto fanno presente, in particolare modo ai Fedeli, che i sacerdoti Bonifacije Barbaric e Boze Rados, sono stati dimessi dall'Ordine dei Frati Minori in data 28 febbraio 1998, dimissione confermata dalla Santa Sede il 23 marzo 1998. A conseguenza di ciò non possono più usare l'abito francescano. Sospesi "a divinis" dalla Santa Sede, il 17 dicembre 1998, con l'applicazione del Vescovo diocesano in data 30 dicembre 1998, a loro è vietata la celebrazione di tutti i sacramenti. Nei confronti del terzo sacerdote disobbediente e residente a Capljina, Fr. Mile Vlalic, è in corso il processo per la dimissione dall'Ordine. I sacramenti della Confessione e del Matrimonio amministrati dalle tre suddette persone sono invalidi.

6.Saranno prese simili sanzioni canoniche nei confronti di quegli altri francescani che non si attenessero alle direttive della Santa Sede e del Ministro Generale con il suo Definitorio. In casi di estrema necessità le leggi ecclesiastiche consentono al Vescovo locale di interdire chiese illegittimamente occupate.

7.Il Governo Generale dell'Ordine, unitamente al Governo della Provincia Francescana di Erzegovina, rinnova pubblicamente il suo dissociarsi dalla "Associazione dei fedeli cattolici Mir i Dobro". Detta associazione, non riconosciuta dalla Chiesa Cattolica, è pertanto illegittima.

8.In questo momento di prova, i fedeli cattolici della Diocesi di Mostar-Duvno vogliano rafforzare, in coerenza con il proprio passato, il loro senso di comunione e di fedeltà alla Sede Apostolica e al Santo Padre.

9.Il Vescovo locale, con il presbiterio ed i fedeli, profondamente riconoscente all'Ordine dei Frati Minori e alla Provincia Francescana di Erzegovina per l'incessante opera da loro svolta a favore della crescita e dell'unità della Chiesa locale, riafferma la necessità della loro presenza e collaborazione pastorale anche per il futuro.

Per l'intercessione di Maria Santissima, Madre della Chiesa, questo tempo di Quaresima, propizio per la conversione, come anche tutto l'Anno dedicato al Padre celeste, ci siano di aiuto spirituale, nel cammino, attraverso la croce verso la risurrezione.

Mostar, 20 febbraio 1999.

Fr. Stephan Ottenbreit,
Vicario Generale dell'Ordine dei Frati Minori

Mons. Ratko Peric
Vescovo di Mostar-Duvno